Il TPL tra crisi e mobilità del futuro

Il difficile contesto economico dovuto agli aumenti di inflazione, costi energetici e di materiali, attacca in tutta Europa la gestione del Trasporto pubblico locale. Su questo e su molto altro Agenzia della Mobilità piemontese si è confrontata con operatori del settore e agenzie europee in due eventi lo scorso ottobre: il New Mobility Exhibition di Milano e l’EMTA Autumn 2022 General Meeting di Vienna.

– NME, MILANO, 23-25 ottobre

Oltre 120 aziende in mostra al NME e tante associazioni di categoria come Anav, Agens, Astra: con loro Agenzia si è interfacciata sui temi di costi energetici e delle manutenzioni. I ritardi delle forniture allungano i tempi di riparazione o rinnovo dei mezzi e nell’utenza, che non è più tornata ai livelli pre pandemia, resta e anzi cresce la disaffezione verso la mobilità pubblica. E proprio per restaurare e migliorare il rapporto con il cittadino, la linea di soluzioni comune è l’investimento in tecnologia, come le applicazioni in grado di accorciare le distanze tra servizi e utenti. Proprio le applicazioni possono semplificare l’utilizzo dei bus a chiamata, un servizio già sperimentato sul territorio piemontese, aumentando la flessibilità dei call center e rispondendo più dettagliatamente alle richieste dell’utenza.

– EMTA GENERAL MEETING, VIENNA 19-21 ottobre

Organizzato dal 19 al 21 ottobre da EMTA, l’associazione europea delle agenzie che regolano il trasporto pubblico, il General Meeting di Vienna è stato l’occasione per contestualizzare su quattro temi principali, a cominciare dall’incidenza della pluralità di crisi sui servizi all’interno del quadro europeo.

Si è poi discusso dell’importanza dei dati di viaggio e delle norme necessarie perchè questi dati siano un fattore nell’organizzazione dei trasporti pubblici. Grande spazio è stato dedicato alle prospettive del Demand Responsive Transport, ossia il servizio di trasporto a chiamata, una tipologia di mobilità sempre più in crescita e già presente in Piemonte: i bus a chiamata aprono alla riflessione sulla necessità di avere nei territori, soprattuto quelli più distanti dalle metropoli, un servizio più puntuale, un’esigenza di trasporto non continuativo che nasce anche da un’utenza più consapevole del costo energetico dei mezzi circolanti.

Infine la flessibilità dei contratti con gli operatori: in tutta Europa i contratti hanno una durata media decennale, ma le esigenze e i comportamenti dell’utenza sono soggetti a rapide evoluzioni in grado di “disarmare” i servizi contrattualizzati, senza riuscire in questo modo a tenere il passo dei cambiamenti e delle nuove necessità.

Ultimo aggiornamento: 18/11/22