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Consorzio di interesse regionale

Indagini sulla mobilità nella Città metropolitana di Torino

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Presentazione

Nei mesi di febbraio e marzo 2020 si svolge una ricerca statistica finalizzata allo studio della mobilità dei cittadini presenti in alcuni Comuni della Città Metropolitana (ex Provincia) di Torino.

L’iniziativa è effettuata nell’ambito dei progetti Interreg ALCOTRA Cuore Dinamico (per maggiori informazioni sul progetto vai al sito) e Mobilab (per maggiori informazioni sul progetto vai al sito) finanziati dall’Unione Europea. In tali progetti l’Agenzia della mobilità piemontese opera come soggetto attuatore incaricato dalla Città Metropolitana di Torino.

Scopo della ricerca, informazioni di interesse e tecnica di indagine

La ricerca è volta a rilevare le abitudini di mobilità della popolazione e consiste in interviste personali condotte a domicilio condotte con tecnica CAPI su un campione di famiglie presenti in stabili selezionati a caso dall’elenco degli indirizzi dei comuni della Città Metropolitana di Torino

Nel corso dell’intervista, oltre ai dati di profilazione dell’intervistato (sesso, età, ecc.) ed alcuni dati di contesto vengono chieste alcune informazioni riguardo agli spostamenti effettuati il giorno precedente l’intervista come l’ora, il luogo di partenza e di arrivo, il motivo e il mezzo di trasporto utilizzato.

Questa indagine è analoga e si pone in continuità con le più estensive Indagini sulla Mobilità delle Persone e sulla Qualità dei trasporti (IMQ) delle quali sono state condotte dieci edizioni dal 1994 al 2013, otto focalizzate sull’Area Metropolitana e sulla Provincia di Torino e due estese all’intera Regione Piemonte. Le informazioni richieste nelle IMQ sono le stesse ma le interviste sono effettuate per telefono con tecnica CATI.

Nell’indagine del 2020 viene chiesta anche l’informazione sulla presenza di una linea telefonica fissa nell’abitazione in cui si svolge l’intervista e la presenza del corrispondente numero negli elenchi telefonici pubblici per consentire confronti appropriati con le informazioni desumibili dalle IMQ pregresse.

Il contributo informativo delle risposte fornite sarà fondamentale per comprendere meglio le variazioni nelle abitudini di mobilità della popolazione presente negli ambiti territoriali interessati, al fine di contribuire al miglioramento dei servizi di trasporto e delle condizioni del traffico.

I numeri dell’indagine 2020

I Comuni in cui vengono eseguite le interviste personali sono 79 suddivisi in due ambiti territoriali:

  • Ambito territoriale 1: Rivolese e Val Sangone, Bassa Val Susa, Pinerolese (51 Comuni);
  • Ambito territoriale 2: Ciriacese-Lanzo, Canavese Occidentale, Eporediese (28 Comuni).

è previsto un campione di 1.800 individui intervistati, il campione è stratificato

  • per sesso, età e ambito territoriale di presenza dell’individuo congiuntamente considerati (16 strati);
  • per Comune di presenza dell’individuo separatamente considerato (79 strati).

Prevedendo che non tutti gli individui contattati saranno disponibili ad essere intervistati, è previsto un numero più alto di contatti. Presso le abitazioni di tutti gli individui potenzialmente contattabili viene recapitata una comunicazione di presentazione dell’indagine contenente anche i recapiti presso cui rivolgersi per avere maggiori informazioni, comprese quelle sulla tutela della privacy.

È previsto il recapito di circa 55.000 comunicazioni.

Le Società incaricate dell’effettuazione delle interviste a domicilio

L’Agenzia della mobilità metropolitana ha eseguito la progettazione e segue l’esecuzione della ricerca, lo svolgimento delle interviste a domicilio è stato affidato a due distinte società:

  • Ambito territoriale 1: Centro Statistica Aziendale s.r.l(CSA Research), società del Gruppo Intersistemi, con sede operativa a Roma in Via dei Galla e Sidama n. 23 link
  • Ambito territoriale 2: IRTECO s.r.l. con sede a Torino in Via Pietro Palmieri n. 21 link

che impiegheranno intervistatori specializzati, in parte reclutati tra gli abitanti dei Comuni oggetto di indagine.

Le modalità di intervista

Intervistatori specializzati, incaricati dalle predette Società si presentano presso l’indirizzo selezionato (al quale è stata in precedenza recapitata la comunicazione informativa) per chiedere la disponibilità di una persona presente nell’abitazione, a rispondere ad alcune domande che richiedono un impegno di circa 10 minuti. Le interviste sono condotte fra il martedì e il venerdì nella fascia oraria compresa tra le 15.30 e le 21.00, e al sabato tra le 10.00 e le 14.00.

L’intervistatore è dotato di tesserino personale di riconoscimento e dell’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia della mobilità piemontese. In caso di dubbio è possibile contattare il Numero Verde della Regione Piemonte 800.333.444 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00, chiamata gratuita) che potrà confermare la validità dell’autorizzazione.

Tutela della privacy

Tutti i dati raccolti sono registrati ed elaborati in forma rigorosamente anonima senza alcun riferimento alla persona, alla famiglia o all’abitazione dell’intervistato.

Al termine delle attività di indagine, l’archivio contenente l’elenco degli indirizzi presso i quali sono state condotte le interviste sarà distrutto e pertanto non sarà più utilizzabile per altre iniziative.

Per prendere visione normativa completa sulla tutela della privacy.

Controllo qualità

Al termine dell'intervista il rilevatore potrebbe richiedere un eventuale contatto telefonico da utilizzarsi in caso di controlli interni di qualità sulla conduzione delle interviste e la raccolta delle informazioni da parte dell'intervistatore. Al termine delle operazioni di indagine l'elenco dei recapiti telefonici forniti per i controlli interni di qualità sarà distrutto e pertanto non sarà più utilizzabile per altri scopi.

 

Frequenti Domande e Risposte (FAQ)

Perché effettuare indagini sulla mobilità delle persone?

I cittadini che si spostano sono il “mercato” a cui offrire il prodotto “trasporto”. Per poter agire nel o sul mercato è necessario avere la miglior conoscenza possibile dello stesso. In breve: per potere cercare di soddisfare le esigenze dei cittadini in materia di trasporti bisogna innanzi tutto conoscerle (in senso qualitativo e, soprattutto, quantitativo).

Le indagini sulla mobilità delle persone si pongono appunto l'obiettivo di conoscere le abitudini di spostamento dei cittadini. Le informazioni desunte dalle indagini sulla mobilità, in particolare le matrici origine-destinazione degli spostamenti, sono utilizzate nella pianificazione analitica per lo studio di scenari evolutivi e per la stima “ex-ante” degli effetti indotti dagli interventi di modifica delle reti di trasporto.

Perché scomodare i cittadini con interviste? La tecnologia non permette di ottenere le stesse informazioni in altro modo?

Parlando di mobilità dei cittadini, le informazioni che è necessario conoscere sono essenzialmente:

  • Quanti spostamenti i cittadini compiono (giornalmente);

e, per ciascun spostamento,

  • da dove a dove i cittadini hanno bisogno di andare;
  • quando e perché hanno bisogno di spostarsi;
  • come si spostano (cioè che mezzo di trasporto usano);

ed eventualmente

  • perché hanno scelto un determinato mezzo di trasporto per compiere lo spostamento.

Queste informazioni non si possono ottenere senza chiederle ai cittadini, ovvero senza effettuare sondaggi con interviste. Altri tipi di rilevazioni, ad esempio conteggi automatici di utenza del trasporto pubblico o di traffico stradale, oppure l’analisi delle tracce della telefonia mobile, non danno queste informazioni.

Anche i Censimenti generali della popolazione, effettuati dall’ISTAT non colgono il fenomeno della mobilità nella sua interezza poiché considerano solo gli spostamenti per recarsi al posto di studio o di lavoro che costituiscono circa il 40% del totale degli spostamenti (esclusi i ritorni a casa).

La tecnologia permette in alcuni contesti di disporre di molte informazioni sulla mobilità, tramite ad es. la bigliettazione elettronica o il conteggio automatico di saliti e discesi dai mezzi pubblici. Tutto ciò non permette comunque di rinunciare alle indagini demoscopiche, ad esempio per conoscere i motivi degli spostamenti ed i motivi della scelta dei mezzi di trasporto.

Cosa si intende per “spostamento”

Si definisce spostamento il trasferimento fisico, da un punto del territorio detto origine ad un altro punto detto destinazione, effettuato a piedi o con uno o più mezzi di trasporto per un unico definito scopo.

Esempio 1: uscita da casa per andare al lavoro, uscita dal lavoro per tornare a casa: totale 2 spostamenti, il primo avente per scopo "Recarsi al lavoro", il secondo avente per scopo "Ritorno a casa".

Esempio 2: uscita da casa per andare al lavoro, uscita dal lavoro per tornare a casa passando dal supermercato: totale 3 spostamenti, il primo avente per scopo "Recarsi al lavoro", il secondo avente per scopo "Acquisti" e il terzo avente per scopo "Ritorno a casa".

Perché nelle interviste viene chiesta l’informazione sul numero di auto disponibili in famiglia?

Uno dei risultati più importanti e più interessanti delle indagini sulla mobilità è la rilevazione della ripartizione modale degli spostamenti cioè l’individuazione di quale percentuale di spostamenti è effettuata con uso dell’auto, o della bicicletta, o del trasporto pubblico, ecc.

È noto da studi pregressi e dalle IMQ che uno dei tanti fattori che influenzano la scelta del mezzo di trasporto con cui effettuare uno spostamento è la disponibilità di un’auto.

Per questo è importate ottenere l’informazione sulla disponibilità di auto in famiglia.

Perché nelle interviste domiciliari viene chiesta l’informazione sulla presenza nell’abitazione di una linea telefonica fissa e la presenza del numero telefonico sugli elenchi telefonici pubblici?

L’informazione sulla presenza di una linea telefonica fissa e sulla presenza del numero sull’elenco telefonico è necessaria per poter distinguere i comportamenti di mobilità di chi dispone di una linea fissa con numero presente nell’elenco telefonico da quelli di chi non dispone di tale linea o, pur disponendone, il relativo numero non compare nell’elenco telefonico.

Questo è utile per confrontare in modo corretto i risultati desunti da indagini personali domiciliari con quelli desunti da indagini telefoniche quali, ad esempio, le pregresse indagini IMQ.

Perché nelle interviste domiciliari viene chiesta l’informazione sulla presenza di persone non residenti presso l’abitazione?

Con le indagini demoscopiche si desumono valori medi pro capite dei vari indicatori - nella fattispecie - di mobilità, ad esempio il numero medio di spostamenti giornalieri pro capite.

Per stimare valori assoluti relativi all’intera popolazione, ad esempio il numero totale di spostamenti giornalieri che vengono effettuati in una certa area i valori medi vanno “moltiplicati” per il numero di persone che sono presenti in quest’area, con la loro distribuzione di sesso, età, ecc.

Questo numero non è noto a priori; l’informazione che è nota è quella sul numero di residenti (proveniente dalle anagrafi dei Comuni compresi nell’area), con la loro distribuzione di sesso, età, ecc.

Sono però presenti ogni giorno persone che per varie ragioni, ad esempio per studio o per lavoro, dimorano abitualmente nell’area considerata e contribuiscono con i loro spostamenti alla mobilità complessiva.

L’informazione sulla presenza di persone che vivono abitualmente nell’abitazione presso cui viene effettuata l’intervista senza esservi residenti è utile per ottenere una stima dell’incidenza della categoria degli individui “presenti ma non residenti” sul numero complessivo di residenti ai fini della stima della mobilità complessiva nell’area.

Perché nelle interviste domiciliari viene chiesta l’informazione sull’assenza di persone residenti presso l’abitazione?

Con le indagini demoscopiche si desumono valori medi pro capite dei vari indicatori - nella fattispecie - di mobilità, ad esempio il numero medio di spostamenti giornalieri pro capite.

Per stimare valori assoluti relativi all’intera popolazione, ad esempio il numero totale di spostamenti giornalieri che vengono effettuati in una certa area i valori medi vanno “moltiplicati” per il numero di persone che sono presenti in quest’area, con la loro distribuzione di sesso, età, ecc.

Questo numero non è noto a priori; l’informazione che è nota è quella sul numero di residenti (proveniente dalle anagrafi dei Comuni compresi nell’area), con la loro distribuzione di sesso, età, ecc.

Vi sono però persone che per varie ragioni, ad esempio per studio o per lavoro, pur essendo residenti anagraficamente nell’area considerata dimorano abitualmente altrove senza contribuire con i loro spostamenti alla mobilità complessiva nell’area.

L’informazione sull’assenza di persone che pur essendo residenti nell’abitazione presso cui viene effettuata l’intervista vivono abitualmente altrove è utile per ottenere una stima dell’incidenza della categoria degli individui “residenti ma non presenti” sul numero complessivo di residenti ai fini della stima della mobilità complessiva nell’area.

Quanto sono precise le informazioni che si ottengono con le indagini demoscopiche?

Le indagini demoscopiche, come quella sulla mobilità delle persone di cui qui si parla, sono campionarie sono cioè rivolte ad un piccolo sottoinsieme, definito “campione”, della popolazione oggetto di indagine; questo sia per ragioni di tempo sia per ragioni di costo.

Il campione di persone da intervistare deve essere definito con ben determinate caratteristiche. Il campione deve essere riconducibile alla composizione della totalità della popolazione oggetto di indagine, ovvero riconducibile all’ “universo” (in termini statistici), ad esempio per età e sesso, per questo non può essere "aperto a tutti". Non devono essere raccolte informazioni "libere": una qualsiasi statistica basata su indagini alle quali si può rispondere su base "volontaristica" porterebbe a risultati inevitabilmente polarizzati e quindi non statisticamente significativi (risponde solo chi ne ha voglia, chi è interessato a particolari tematiche o problemi, chi ha a disposizione una connessione ad internet, ecc).

L’affidabilità e precisione dei risultati ottenibili dalle indagini campionarie dipende dalla numerosità del campione, dalla sua rappresentatività dell’universo e dalla casualità di selezione dei suoi componenti.

Maggiore è la dimensione numerica del campione e minore è l’ampiezza dell’intervallo di confidenza dei valori ottenibili; questo, si badi bene, indipendentemente dalla dimensione numerica della totalità della popolazione oggetto dell’indagine se questa è di dimensioni molto maggiori del campione selezionato. Inoltre tutti gli “strati” presenti nella totalità della popolazione (ad esempio rispetto a età e sesso) devono essere rappresentati nel campione in modo adeguato e gli individui appartenenti al campione devono essere selezionati in modo casuale tra la popolazione per evitare polarizzazioni nei risultati ottenibili.

Considerando ad esempio l’indicatore “mobilità individuale giornaliera media” (ovvero il numero di spostamenti al giorno effettuati in media da un cittadino, che assume in genere un valore compreso tra 2 e 3) con un campione di 500 interviste si ha un intervallo di confidenza dell’ordine del 5%, con un campione di 1.000 interviste si ha un intervallo di confidenza dell’ordine del 3,5%, con un campione di10.000 interviste si ha un intervallo di confidenza dell’ordine dell’1%.

In tutte le indagini demoscopiche si presuppone, ovviamente, che le risposte alle domande formulate nelle interviste siano veritiere.

Cos’è l’intervallo di confidenza?

In un’indagine demoscopica su una popolazione se si intervista tutta la popolazione, ovvero si effettua un “censimento”, chiedendo di rispondere su un qualsiasi indicatore numerico (ad esempio sul numero di spostamenti effettuati nel giorno precedente l’intervista) il valore medio della popolazione che si ottiene è determinato senza incertezze.

Se si intervista solo un campione della popolazione sullo stesso indicatore numerico, il valore medio del campione, o valore medio campionario, può variare in funzione della composizione del campione e scostarsi più o meno dal valore medio relativo a tutta la popolazione: da campioni diversi si possono desumere valori medi campionari diversi.

Tralasciando spiegazioni sulla teoria statistica dei campioni e permettendoci una certa approssimazione di linguaggio possiamo affermare quanto segue.

Considerato un certo indicatore numerico, detto X il suo valore medio riferito all’intera popolazione e x il valore medio desunto da un campione, si ha che

con una probabilità P% il valore X è compreso nell’intervallo numerico con valore minimo x-Δx e valore massimo x+Δx

ovvero X = x ± Δx con P% di probabilità.

L’intervallo numerico compreso tra x-Δx e x+Δx è l’intervallo di confidenza,

Δx è la semiampiezza dell’intervallo di confidenza o errore statistico.

P% è il livello di confidenza.

L’ampiezza dell’intervallo di confidenza dipende dall’ampiezza dell’intervallo di variazione dell’indicatore considerato tra tutti i componenti del campione, dal livello di confidenza desiderato e dalla numerosità del campione. Non dipende dalla numerosità della popolazione se non per valori di questa dello stesso ordine di grandezza della numerosità del campione.

Per gli indicatori desumibili dalle proprie indagini sulla mobilità l’Agenzia considera un livello di confidenza del 90%.

Cos’è la tecnica CATI?

L'acronimo CATI sta per Computer Aided Telephone Interview: modalità di intervista nella quale il questionario viene somministrato telefonicamente e l'intervistatore è provvisto di un videoterminale nel quale provvede a registrare le risposte fornite avvalendosi di un apposito software.

Cos’è la tecnica CAPI?

L'acronimo CAPI sta per Computer Aided Personal Interview: modalità di indagine nella quale il questionario viene somministrato di persona e l'intervistatore è provvisto di un computer portatile, tablet o palmare nel quale provvede a registrare le risposte fornite avvalendosi di un apposito software.

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